Come prevenire il tumore alla prostata

Come prevenire il tumore alla prostata

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Il tumore alla prostata, come testimoniano le indagini statistiche dell’ultimo decennio e i casi accertati, è il tumore maschile con la più alta percentuale di diffusione. Colpisce prevalentemente gli uomini adulti dai 50 anni in su, ma non si esclude che a soffrirne possano essere soggetti più giovani.  Facciamo il punto dei fattori di rischio e come prevenirlo.

Tumore alla prostata cos’è

La prostata è una ghiandola dell’organo sessuale maschile, strettamente collegata all’apparato urinario e vescicale. Il suo ruolo principale è quello di produrre il liquido prostatico, fondamentale per il liquido seminale. Può essere colpita da infiammazioni passeggere o severe che richiedono cure specifiche per evitare la cronicizzazione dello stato infiammatorio o da neoplasie di natura benigna o maligna.

Il tumore maligno è sicuramente la fase più grave e scaturisce da cellule anomale che si sviluppano all’interno della ghiandola fino a crescere a dismisura, velocemente.

prostata

Quali sono i sintomi

Il tumore alla prostata, soprattutto nella fase iniziale, è asintomatico e non produce sintomi importanti e questo rende difficile la prevenzione.

Diversa la sintomatologia che può far capire che è arrivato il momento di fare dei controlli:

  • minzione difficoltosa e dolorosa;
  • bisogno di urinare spesso;
  • dolori al basso ventre;
  • sensazione di vescica piena anche dopo aver urinato;
  • eiaculazione dolorosa e difficoltosa.

All’esordio anche di solo uno dei sintomi elencati, è consigliabile prenotare celermente una visita urologica, per evitare un peggioramento della malattia e dei sintomi. Il medico tramite una visita rettale valuterà lo stato salutare della ghiandola prostatica e deciderà se prescrivere altri esami e cura farmacologica.

Come prevenire il tumore alla prostata

Come abbiamo già accennato, la neoplasia prostatica è un tumore molto diffuso e la prevenzione garantisce un alto tasso di guarigione. Nonostante ancora non siano chiare le cause scatenanti del tumore, sono stati evidenziati da specialisti del settore alcuni fattori di rischio da non sottovalutare, quali:

  • prevenzione;
  • familiarità;
  • età;
  • sedentarietà;
  • obesità e stile di vita;
  • alimentazione.

L’importanza della prevenzione

come prevenire tumore prostataSe il tumore alla prostata oggi è uno dei tumori con il più alto tasso di guarigione è merito della ricerca scientifica e dell’evoluzione tecnica, che permettono diagnosi precoci e precise.

La prevenzione è fondamentale e importantissima per una diagnosi precoce, prima si capisce il problema, molto più alte sono le probabilità di guarigione e terapie mirate.

L’evoluzione del tumore alla prostata nell’età moderna ci deve portare alla considerazione che ogni singolo sintomo non va sottovalutato fin dalla giovinezza, ascoltare i segnali del corpo è sempre utile per individuare precocemente il problema, nessuno ci conosce meglio di noi stessi. Vediamo ora quali sono i possibili fattori di rischio che alla lunga possono incidere notevolmente sull’insorgenza della malattia.

Classi di rischio

Stadio

Punteggio di Gleason

PSA

(ng/mL)

Molto basso

T 1c

≤3+3

≤10

Basso

T 1-2a

≤3+3

<10

Intermedio

T 2b-2c

≤3+4

10-20

Alto

T 3a

≤4+3

>20

Molto Alto

T ab-4

qualsiasi

qualsiasi

Presenza di metastasi

N+ e/o M*

qualsiasi

qualsiasi

Familiarità

Le neoplasie prostatiche non sono ereditarie, tuttavia è stata riscontrata familiarità. La presenza in famiglia di casi di tumore alla prostata, è ritenuto un fattore di rischio della malattia, anche se non è certa la natura, lo stadio del tumore e l’evoluzione dello stesso. Proprio per questo le linee guida europee consigliano ai soggetti con familiarità di tumore alla prostata, di sottoporsi al controllo del dosaggio del PSA dai 40 anni in su, ogni 12 mesi in caso di valori normali. Per livelli di PSA alterati, sarà lo specialista a decidere se approfondire il problema o monitorarlo nel tempo. Tuttavia il solo test del PSA non è sufficiente per confermare o scongiurare la presenza di una neoplasia, che potrebbe alterarsi anche per familiarità o stati infiammatori della ghiandola.

Età

Uno dei primi fattori di rischio delle neoplasie prostatiche è sicuramente l’età. Le indagini statistiche confermano l’incidenza dai 50 anni in su, consolidandosi dai 60 anni in poi. La percentuale aumenta notevolmente dagli 80 anni, nonostante in gran parte dei casi la malattia non è causa di morte. Questo e diversi altri fattori fanno comprendere l’importanza della prevenzione.

I medici infatti consigliano dai 45 anni in poi di monitorare i livelli dell’ormone PSA, un controllo annuale in caso di situazione regolare o controlli più brevi (che verranno stabiliti dall’urologo) per situazioni più delicate.

Sedentarietà

Uno stile di vita sedentario sicuramente incide notevolmente sulla possibilità di sviluppare un tumore alla prostata. La posizione di seduta a lungo tempo influisce negativamente sulla produzione di testosterone, ormone maschile, che determina lo stato di salute e il corretto funzionamento della ghiandola prostatica.

Viene infatti sconsigliato dai medici di svolgere attività lavorativa sedentaria collegata a vita sociale altrettanto statica, per evitare che la prostata non venga sufficientemente stimolata.

Obesità e stile di vita

L’obesità aumenta del 40% la probabilità di sviluppare l’ipertrofia della ghiandola prostatica. Questo perché il grasso addominale preme sull’apparato vescicale e urinario, strettamente collegato alla prostata e non consente il regolare funzionamento della stessa. Motivo che spinge gli urologi a consigliare di seguire uno stile di vita regolare, non sedentaria, che consenta alla ghiandola prostatica di mantenersi in salute.

Spesso infatti l’ipertrofia prostatica nell’esordio non produce sintomi e i soggetti colpiti si rivolgono all’urologo solo quando la malattia produce sintomi, già in fase avanzata.

Alimentazione

alimentazione prostatiteUn corretto regime alimentare è fondamentale per prevenire il tumore della prostata e non solo. Il consiglio degli esperti è quello di non consumare cibi che potrebbero interferire con il normale funzionamento dell’apparato urinario e sugli equilibri ormonali.

Quindi niente spezie piccanti come il peperoncino, troppi caffè, alcool e crostacei. Questi ultimi infatti, anche se sono ritenuti alimenti ad effetto afrodisiaco, in realtà influiscono negativamente sugli stati infiammatori della prostata, soprattutto in malattia accertata. Inoltre considerata l’elevata correlazione tra prostata e intestino, è facile intuire che un buono stato di salute dell’apparato intestinale si ripercuote positivamente anche sulla ghiandola prostatica.

L’idratazione assume la stessa importanza dell’alimentazione. Bere almeno un litro e mezzo di acqua al giorno, per evitare una concentrazione elevata di sedimenti nelle urine e favorire uno svuotamento vescicale completo. Tutti questi che abbiamo elencato sono dei piccoli e semplici accorgimenti che allontanano la probabilità di sviluppare una neoplasia prostatica. La cosa importante da fare rimane sempre quella di rivolgersi al proprio medico, non trascurare i sintomi e nel caso affidarsi anche ad integratori a base di ingredienti naturali che in molti casi si sono rilevati davvero efficaci nella fase preventiva.

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