Il peperoncino fa bene o male alla prostata?

Il peperoncino fa bene o male alla prostata?

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peperoncino

Il peperoncino è noto per le sue proprietà benefiche per cuore e arterie. Inoltre utilizzato sugli alimenti aiuta ad usare meno sale sui cibi grazie al suo sapore speziato e quindi utile per curare l’ipertensione. Inoltre è un ottimo alleato per contrastare il diabete e stimolare il metabolismo.

Ovviamente come tutte le cose non bisogna abusarne e bisogna conosce i pregi e i difetti. Per esempio il peperoncino fa bene alla prostata? A tal proposito ci sono diversi pareri e opinioni discordanti, quindi noi cercheremo di fare il punto della situazione.

Quali sono le funzioni della prostata

La prostata è una ghiandola esocrina che fa parte sia dell’apparato urogenitale sia di quello sessuale dell’uomo.
Essa infatti partecipa allo svolgimento di tre importantissime funzioni fisiologiche, che sono:
• minzione;
• erezione;
• eiaculazione.

I suoi rapporti anatomici la mettono in collegamento con l’uretra (il canale che parte dalla vescica e termina nel pene e che consente l’emissione dell’urina), con la parete terminale dell’intestino retto e con l’organo maschile.
Proprio per questo, tutte le volte in cui la ghiandola non funziona bene possono insorgere problemi sia a urinare sia a portare a termine il coito.

prostatite

La sua principale funzione è quella di produrre il liquido prostatico che, una volta mescolato con quello seminale proveniente dai testicoli, serve per mantenere in vita e fornire nutrimento agli spermatozoi. Molti casi d’infertilità maschile apparentemente inspiegabili in realtà dipendono da disturbi alla prostata.

Quali sono i disturbi più comuni della prostata

I disturbi più comuni della prostata sono i seguenti:

  • dolore pelvico minzioneIPB (Ipertrofia Prostatica Benigna): si tratta della Ipertrofia Prostatica Benigna consistente in un notevole aumento volumetrico della ghiandola causato dalla proliferazione delle cellule. Non è una patologia maligna e tende a comparire in quasi tutti gli uomini a partire dai 50 anni.
  • Carcinoma prostatico: è una malattia di tipo neoplastico e di natura maligna, con un andamento piuttosto lento e che si manifesta in seguito alla degenerazione delle cellule. L’adeno-carcinoma prostatico è abbastanza diffuso nella popolazione maschile degli over 65 e pertanto richiede un costante monitoraggio.
  • Prostatite: di natura benigna, questa malattia consiste in un’infiammazione batterica che può colpire individui di ogni età e che si presenta in forma acuta (caratterizzata da una sintomatologia intensa ma rapida) e cronica (meno violenta ma più lenta).

Quale ruolo ha l’alimentazione per la salute della prostata?

alimentazione prostatiteLa prostata è un organo che risente moltissimo del tipo di regime nutritivo poiché il suo metabolismo è influenzato da numerosi alimenti.

La maggior parte delle ricerche epidemiologiche ha evidenziato come le popolazioni che fanno largo impiego di alimenti ricchi di proteine animali mostrano una maggiore incidenza per disturbi alla prostata.
I grassi, ad esempio, sono molto nocivi in quanto tendono ad accumularsi a livello delle cellule parenchimatose della ghiandola, modificandone il corretto funzionamento. Anche un’eccessiva concentrazione di glucidi può contribuire al deterioramento della fisiologia di questo organo poiché la loro presenza altera il ricambio cellulare.

Pertanto sarebbe bene mantenere uno stile di vita sano ed equilibrato facendo attività fisica e curando l’alimentazione eliminando quasi completamente la birra e le bevande alcoliche dalla dieta, così come la carne rossa, gli insaccati e in generale tutti i cibi ricchi di grassi. Ci sono poi alcuni alimenti consigliati, come il peperoncino, per mantenere in buona salute questo organo, a patto di curare con scrupolo sia gli aspetti quantitativi (dosaggi bilanciati) sia qualitativi (scelta di elementi nutritivi).

LEGGI ANCHE: Alimentazione prostatite: cosa mangiare e cosa no.

peperoncino rosso

Caratteristiche del peperoncino

Da sempre oggetto di pareri contrastanti sulla sua utilità nell’alimentazione, il peperoncino presenta alcuni indiscutibili vantaggi per il benessere della prostata. Si tratta di una bacca di colore rosso intenso appartenente al genere Capsicum, di cui esistono 5 specie comunemente utilizzate a scopi gastronomici.

Questa spezia, caratterizzata da un intenso aroma e da un sapore particolarmente pungente, può essere utilizzato sia fresco sia essiccato, a seconda del tipo di preparazione a cui è destinato. Ricco di fruttosio, povero di proteine e completamente privo di colesterolo, il peperoncino contiene una buona percentuale di fibre alimentari e di vitamine, tra cui soprattutto la vitamina C. Nella sua polpa si trova anche un certo quantitativo di carotenoidi, di potassio, di fosforo e di calcio.

Il peperoncino contiene inoltre la capsaicina, un composto dotato di interessanti proprietà fitoterapiche sfruttate ampiamente in ambito medico. Essa si caratterizza per una spiccata attività vasodilatatoria e antiossidante contro i radicali liberi circolanti nel sangue, oltre che per un’azione antibatterica e batteriostatica.
Trattandosi di un principio attivo con notevoli proprietà decongestionanti, la capsaicina trova largo impiego in tutti i casi in cui sia presente un’infiammazione.

peperoncino

Quali sono i benefici del peperoncino

Il principale vantaggio derivante dall’assunzione, sempre equilibrata, di peperoncino si collega al suo potere decongestionante, particolarmente utile in presenza di prostatite acuta e cronica.
Trattandosi di una spezia con attività antiossidante, essa contribuisce a limitare lo sviluppo di IPB, ma non ha effetto in caso di adenocarcinoma in atto. Secondo le più recenti linee guida, la capsaicina avrebbe però un’azione benefica nella prevenzione di questa neoplasia in quanto la maggior parte delle sostanze piccanti si comportano come veri e propri killer delle cellule tumorali.

benefici peperoncino prostataSe ingerito a piccole dosi, il peperoncino svolge un effetto terapeutico a livello della circolazione sanguigna, minimizzando il rischio di formazione delle placche ateromatose tipiche dell’arteriosclerosi.
Proprio per questo motivo, la spezia viene considerata come un vero e proprio spazzino dei vasi sanguigni, con evidenti benefici anche sulla prostata che riceve un’adeguata ossigenazione.
Non bisogna dimenticare infine che il peperoncino è da sempre considerato un efficace afrodisiaco, la cui azione è particolarmente utile anche alla prostata.

Proprietà benefiche del peperoncino in sintesi

Vediamo quindi quali sono le moltissime proprietà benefiche del peperoncino:

  • riduce l’ipertensione;
  • attiva il metabolismo;
  • facilita la digestione;
  • contrasta la proliferazione di batteri;
  • abbassa il colesterolo;
  • favorisce la motilità intestinale;
  • contrasta l’invecchiamento cellulare e quindi anche cutaneo;
  • previene le ulcere, ricostruendo le pareti dello stomaco;
  • libera le vie aeree in caso di raffreddore, sinusite o bronchite;
  • allevia il dolore topico causato da artriti, nevralgie post-herpetiche, cefalea a grappolo, neuropatia diabetica;
  • riduce i picchi di insulina nel diabete.

Quali sono gli svantaggi del peperoncino per la prostata

Questa spezia è piuttosto irritante e quindi senza dubbio sconsigliata in presenza di prostatite.
La capsaicina è stata associata all’insorgenza di cistite interstiziale, un disturbo della vescica urinaria spesso precursore della prostatite.

L’irritazione prodotta sulle cellule da parte di questo principio attivo ne sconsiglia l’impiego anche quando la prostata è ipertrofica, dato che la moltiplicazione cellulare può essere innescata anche da uno stimolo infiammatorio e irritativo. Assolutamente vietato in presenza di patologie in atto, il peperoncino può rivelarsi nocivo anche se la prostata è sana, quando il soggetto mostra intolleranze alimentari verso la capsaicina.

Conclusioni

Il peperoncino ha moltissimi effetti benefici sul cuore, le arterie e anche per la prostata, ma un consumo eccessivo di peperoncino non è indicato per chi soffre di prostatite per non aggravare l’infiammazione e peggiorare la situazione.

In ogni caso il fattore discriminante per decidere se inserire o meno il peperoncino nell’alimentazione di individui di sesso maschile rimane comunque il suo dosaggio che, mai come per questo alimento, deve essere bilanciato.
Infatti la capsaicina è in grado di svolgere un’attività estremamente benefica come vasodilatatore e antiossidante, a patto che la sua concentrazione non superi il dosaggio consentito.

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