Migliore dieta per ipertrofia prostatica

Migliore dieta per ipertrofia prostatica

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dieta ipertrofia prostatica benigna

La prima cosa da fare per evitare ed alleviare i disturbi legati alla prostata è curare lo stile di vita in modo che sia il più salutare possibile. In particolar modo oltre all’attività fisica ed evitare eccessi di alcol e fumo, è fondamentale curare l’alimentazione. Quello che mangiamo (quantità e qualità) infatti determina poi quello che siamo e che saremo.

Vediamo di seguito quali sono i cibi che conviene mangiare e quelli invece da evitare per preservare la salute della prostata. Infatti se trascurata la prostatite o l’ipertrofia prostatica benigna possono trasformarsi in tumore della prostata. E’ chiaro che nei casi gravi è doveroso rivolgersi al proprio medico e fare gli opportuni esami ma certamente prevenire è meglio che curare.

Assieme all’alimentazione ci sono degli integratori alimentari come Prostatricum che servono proprio a eliminare i problemi alla prostata.

Cos’è l’ipertrofia prostatica benigna

L’ipertrofia prostatica benigna (IPB) è un disturbo che colpisce la prostata e che consiste nella proliferazione del suo tessuto con un notevole aumento di volume. Questa patologia insorge gradualmente a partire dai 50 anni di età, e con un’epidemiologia molto elevata, infatti tra gli over 70 quasi l’80% degli uomini è portatore di questo disturbo. L’ipertrofia prostatica benigna infatti viene considerata una normale evoluzione della ghiandola prostatica, collegata ai processi di invecchiamento.

Le principali complicazioni da essa derivanti consistono nel restringimento dell’uretra (canale attraverso cui l’urina viene emessa dalla vescica verso l’esterno), con conseguente ritenzione del liquido minzionale. In alcuni casi il soggetto non riesce quasi a urinare ed è necessaria l’introduzione di un catetere. Questo disturbo è tipico dell’andropausa poiché dipende dall’alterazione della sintesi di testosterone, un fenomeno che si verifica a partire dai 40-45 anni.

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prostata normale e ingrossata

Cause e sintomi della prostatite

Esistono fattori predisponenti come la famigliarità, l’obesità, il diabete, alcune patologie cardiovascolari e la sedentarietà. Inizialmente un problema di questo genere è asintomatico, poiché l’ipertrofia prostatica non è dolorosa; soltanto quando il flusso urinario si presenta intermittente, discontinuo, debole e caratterizzato da un gocciolamento terminale, è possibile ipotizzare l’insorgenza della malattia.

Questo disturbo comporta sintomi di tipo ostruttivo e irritativo: i primi comprendono difficoltà minzionale, urgenza a urinare, aumento della frequenza della minzione e difficoltà a urinare, mentre i secondi comprendono insorgenza di minzione intermittente, incompleto svuotamento della vescica, presenza di sangue nelle urine e nello sperma, e problemi di erezione.

Principali conseguenze

Le principali conseguenze dell’ipertrofia prostatica benigna sono incompleto svuotamento della vescica, che ne causa una dilatazione progressiva con assottigliamento delle pareti e possibile formazione di diverticoli.

In seguito alla dilatazione vescicale, può subentrare anche un interessamento renale con idronefrosi (schiacciamento dei reni che perdono la loro fisiologica funzionalità). Lo svuotamento incompleto della vescica può facilitare anche la proliferazione di batteri infettanti, aumentando la frequenza con cui si manifestano cistiti, prostatiti e infezioni delle basse vie urinarie.

I principali tipi di prostatite sono:

Migliore dieta per ipertrofia prostatica

L’ipertrofia prostatica benigna è un disturbo tipico della terza età, derivante dalla carenza di testosterone e dalla degenerazione del tessuto muscolare che si trasforma in tessuto fibroso.

Secondo le più recenti linee guida, un corretto regime dietetico può influenzare notevolmente l’insorgenza e l’evoluzione dell’IPB, ad esempio l’eccessiva assunzione di proteine, soprattutto di origine animale (carne, pesce, uova, latte e latticini, salumi e insaccati), viene considerata un fattore di rischio molto significativo.

Anche il consumo di alcol associato a un frequente consumo di carne di manzo, ha confermato l’ipotesi che la prostata sia particolarmente recettiva ad alcuni alimenti.

In linea generale non esiste una dieta specifica per l’ipertrofia prostatica benigna. Esistono solamente delle piccole accortezze da seguire per cercare di non aggravare l’infiammazione o l’ingrossamento della prostata. Nello specifico co sono alcuni alimenti che è meglio evitare in quanto accentuano l’infiammazione mentre altri che al contrario sono più salutari.

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Consigli alimentari e regole da seguire

Un corretto approccio dietetico per prevenire o curare l’ipertrofia prostatica benigna prevede alcune opzioni, e precisamente:

  • eliminazione quasi totale di bevande alcoliche;
  • notevole riduzione di alimenti grassi con abolizione totale dei grassi animali, soprattutto sotto forma di condimento (burro, strutto e lardo);
  • alternanza tra proteine animali e vegetali (presenti in legumi, germe di grano e derivati della soia);
  • limitazione nel consumo di zuccheri semplici raffinati, da sostituire con carboidrati complessi come amido e cellulosa, e con miele, un dolcificante naturale che non provoca picchi glicemici collegati all’iperplasia della ghiandola;
  • mantenimento del colesterolo sotto la soglia fisiologica di 200 mg/ml, con particolare riguardo alla riduzione della quota LDL;
  • contenimento dei trigliceridi, limitando l’assunzione di alimenti grassi come salumi, latticini prodotti con latte intero, dolci ricchi di burro e panna, e carni grasse;
  • eliminazione dei cibi spazzatura come merendine, snack o alimenti conservati;
  • aumento del consumo di cereali integrali (riso, orzo, farro, grano saraceno, miglio) preferibilmente associati a legumi (fagioli, piselli, lenticchie, ceci);
  • consumo libero di frutta e verdura di stagione, sia cruda che cotta, da assumere preferibilmente prima dei pasti;
  • impiego di uova, al massimo due volte alla settimana, cotte lessate e senza condimento;
  • consumo libero di latte, yogurt e latticini scremati, da alternare con bevande a base di soia, riso e mandorle;
  • regolare consumo di frutta secca, soprattutto noci e mandorle, da alternare a pistacchi, nocciole e arachidi senza sale;
  • assunzione libera di pesce, cotto alla piastra o al vapore e condito con succo di limone;
  • sostituzione della carne rossa con carne bianca di pollo, tacchino e coniglio, cucinata senza condimenti ma con spezie e succo di limone.

Un corretto regime dietetico deve prevedere cinque pasti giornalieri suddivisi in prima colazione, spuntino a metà mattina, pranzo, merenda a metà pomeriggio, cena.
È importante non affaticare l’apparato digerente con quantitativi eccessivi di cibo, che deve invece essere bilanciato in pasti scarsi e frequenti.

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Alimenti dannosi per la prostata

Per conservare in buona salute la prostata, è consigliabile eliminare alcuni cibi dannosi al suo metabolismo, tra questi tutti gli alimenti piccanti come il peperoncino, gli insaccati e la cacciagione, che contenendo elevate percentuali di grassi saturi contribuiscono ad aumentare la colesterolemia e la lipidemia. Bisogna evitare anche caffè e bevande alcoliche come la birra, che intossicano l’apparato digerente rallentando il metabolismo.

Tutti i cibi a base di farina bianca raffinata sono sconsigliatissimi, poiché responsabili di processi fermentativi che alterano la flora batterica intestinale, aumentando la probabilità di processi infiammatori; tra i cibi più pericolosi per l’IPB (ipertrofia prostatica benigna) vi sono quelli che acidificano il pH intestinale.

Anche tutti gli alimenti fritti con grassi animali come strutto e burro sono da bandire poiché contengono elevate concentrazioni di grassi saturi estremamente nocivi per l’organismo. Dolci, dolciumi e cioccolata dovrebbero essere eliminati quasi completamente poiché responsabili di picchi iperglicemici molto pericolosi per la sintesi pancreatica di insulina. In particolare, è necessario evitare l’accostamento tra glucidi semplici e grassi, poiché questi due nutrienti associati producono fenomeni di infiammazione a livello intestinale che può ripercuotersi in tutta l’area pelvica.

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Prostatricum è attualmente il rimedio n.1 in Italia per curare la prostatite. Si tratta di un integratore alimentare a base di ingredienti 100% naturali che permette di eliminare le cause che provocano i problemi alla prostata in un solo trattamento. Prostatricum non ha bisogno di tante presentazioni, basta leggere le numerose recensioni positive su questo straordinario prodotto per rendersi conto della sua efficacia e validità.

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Prostatricum funziona?

Certamente si, Prostatricum integratore è un prodotto assolutamente sicuro e certificato e non presenta nessun effetto collaterale o controindicazioni. Non è un farmaco e non ha bisogno di ricetta medica. All’utilizzo di Prostatricum è comunque consigliato cambiare o adottare uno stile di vita sano che prevede un’alimentazione equilibrata, niente eccessi di alcol e fumo, respirare possibilmente aria sana e pulita e fare attività fisica.

I risultati possono tuttavia varia da soggetto a soggetto ma i risultati sono evidenti già dal primo trattamento. Se hai o noti dei sintomi tipici della prostatite non aspettare che peggiorino, Prostatricum rappresenta un ottimo rimedio.

Prostatricum si trova all’interno del registro degli integratori alimentari approvati dal Ministero della Salute per la vendita e la distribuzione sul territorio italiano.

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