Aneiaculazione: cos’è e quali sono le possibili cause

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aneiaculazione

I problemi connessi alla sessualità maschile possono essere molto imbarazzanti e la maggior parte degli uomini preferisce non parlarne e cercare dei rimedi fai da te, che possono soltanto peggiorare la situazione o non dare nessun risultato.

Tra i disturbi della funzione sessuale maschile vi è anche l’aneiaculazione, una disfunzione che provoca l’impossibilità di eiaculare sia in presenza di un orgasmo che quando è anorgasmica. Essendo l’aneiaculazione uno di quei disturbi che provocano imbarazzo, ansia e stress, non tutti conoscono questa specifica patologia, per questo motivo in questo articolo analizzeremo le cause, i sintomi, le cure e i trattamenti.

Aneiaculazione: definizione

Prima di parlare delle cause e dei sintomi di questo disturbo della funzione sessuale maschile è opportuno dare una definizione precisa di questa patologia. L’aneiaculazione è quel disturbo che provoca l’assenza di emissione di liquido seminale o sperma con o senza orgasmo. Questa patologia sessuale si verifica soprattutto con l’avanzare dell’età, ma può essere una condizione presente anche nei più giovani.

Caratteristiche dell’aneiaculazione

L’assenza di eiaculazione può essere considerata primaria, quando si verifica fin dai primi rapporti sessuali o secondaria, se si presenta dopo aver avuto lunghi periodi di attività sessuale con eiaculazione. Questo imbarazzante disturbo può presentarsi anche occasionalmente con alcuni partner o essere una condizione che si verifica durante ogni rapporto sessuale, a prescindere dal partner.

L’aneiaculazione si presenta se si è raggiunto l’orgasmo e si ha la sensazione di aver raggiunto il climax sessuale, senza però emissione di liquido seminale, per questo può diventare molto imbarazzante parlarne con il partner.

Le cause principali dell’aneiaculazione

L’aneiaculazione può dipendere da molte cause e non è così semplice individuarle, per questo motivo è sempre importante contattare immediatamente uno specialista per trovare la cura più adatta. Per semplificare, gli studiosi hanno deciso di raggruppare in tre macro categorie le cause dell’aneiaculazione:

  • inibizione psicologica (ansia da prestazione);
  • inibizione nervosa o farmacologica;
  • patologie correlate o pregresse;
  • problemi di carattere ostruttivo.

È opportuno sottolineare, che il verificarsi del fenomeno dell’aneiaculazione può essere determinato anche da una serie di concause, per questo motivo è importante che il medico effettui una diagnosi differenziale.

Inibizione psicologica

Una delle cause principali dell’aneiaculazione può derivare da un disturbo di natura psicologica, come l’ansia da prestazione, l’inibizione sessuale, lo stress lavorativo o familiare o la paura di poter concepire. L’aneiaculazione da inibizione psicologica si verifica soprattutto nei soggetti più giovani e può essere anche una condizione passeggera, ma in ogni caso è necessario contattare uno specialista per scoprire l’origine di tale problema.

Inibizione da farmaci

L’aneiaculazione può verificarsi in alcuni pazienti come conseguenza dell’assunzione di alcuni farmaci, in particolare di antidepressivi o antipertensivi ed è un problema di natura passeggera, visto che l’interruzione di tali cure può ripristinare la corretta eiaculazione.

Alcune recenti ricerche scientifiche hanno evidenziato che alcuni farmaci per la cura delle emicranie possono determinare tale disturbo sessuale. Tra le cause di inibizione farmacologica vengono anche inseriti l’abuso di sostanze stupefacenti o di alcool, che possono contribuire alla comparsa dell’aneiaculazione.

Patologie correlate o pregresse

Per quanto riguarda le cause di inibizione nervosa, ci si riferisce a patologie pregresse che possono provocare la mancanza di eiaculazione: lesione del midollo spinale, morbo di Parkinson, sclerosi multipla, alterazioni o anomalie dell’apparato genitale. Alcuni studiosi inseriscono anche il diabete come concausa dell’aneiaculazione, ma ancora non vi sono evidenze scientifiche.

Problemi di carattere ostruttivo

L’ultimo gruppo di cause che possono contribuire all’insorgenza dell’aneiaculazione sono di natura ostruttiva, dovuti cioè a una disfunzione della prostata. I dotti eiaculatori o le vescicole seminali sono ostruiti e questa condizione riduce la possibilità di eiaculazione. L’ostruzione può essere congenita o acquisita, nel primo caso non si avrà mai l’emissione di sperma, mentre se è acquisita, può derivare da altri fattori come un tumore alla prostata.

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Aneiaculazione: Diagnosi

Individuare la causa principale che ha provocato l’aneiaculazione non è così semplice come si può pensare, soprattutto se è di natura psicologica, per questo motivo si è soliti prima indagare se vi sono altre patologie correlate e in seguito analizzare la condizione psichica del paziente.

Eseguire una diagnosi corretta di aneiaculazione può essere complicato, perché in molti casi viene confusa con l’eiaculazione retrograda che provoca gli stessi sintomi, cioè la mancanza di emissione di sperma, in quanto il liquido seminale risale verso la vescica urinaria e fuoriesce non dopo il rapporto sessuale, ma alla prima minzione.

Per una diagnosi corretta è importante l’esame microscopico delle urine dopo il coito per la ricerca di eventuali spermatozoi nelle urine. L’ecografia prostatica trans-rettale può rivelare delle anomalie delle vescicole seminali. La cistouretroscopia è utile per escludere eventuali ostruzioni e confermare il normale sbocco dei dotti eiaculatori.

Cure e trattamenti per l’aneiaculazione

Dopo aver individuato la causa scatenante dell’aneiaculazione, lo specialista può effettuare la diagnosi e consigliare al paziente la cura più adatta. Se il problema è legato all’assunzione di farmaci, allora sarà opportuno sospendere il trattamento o sostituirlo con terapie simili. Nel caso di aneiaculazione causata da abuso di sostanze o di alcool, sarà opportuno per il paziente sottoporsi a un trattamento per la cura delle dipendenze, così da ritrovare la naturale sessualità.

I trattamenti in questo caso possono essere di due tipi: attraverso una terapia psicologica oppure attraverso un intervento chirurgico.

Terapia psicologica

Se l’aneiaculazione è legata ai problemi di natura psicologica del paziente, sarà un percorso più lungo e complicato, perché bisognerà indagare a fondo quali sono le cause e in seguito affrontare le paure e lo stress.

L’aneiaculazione, come si può ben capire, è causa di infertilità, ma per concepire si può ricorrere comunque alla fecondazione assistita, tramite un prelievo degli spermatozoi direttamente dal testicolo. Il ricorso al prelievo forzoso di spermatozoi si effettua solo quando non vi è la possibilità di eliminare una delle cause dell’aneiaculazione.

Conseguenze intervento chirurgico

Nel caso di problemi ostruttivi non congeniti, si può comunque risolvere per eliminare il disturbo, intervenendo chirurgicamente per liberare i dotti eiaculatori o le vescicole seminali, mentre per quella congenita è sempre opportuno chiedere consulto a un andrologo e in seguito decidere il trattamento da eseguire. Nel caso di cause correlate come il morbo di Parkinson o di lesione del midollo spinale, sarà lo specialista a valutare caso per caso come intervenire.

Gli interventi chirurgici sul collo vescicale e sulla prostata causano disturbi all’eiaculazione. nel caso di incisione del collo vescicale  (TUIP) per la sclerosi del collo e la resezione endoscopica trans-uretrale (TURP) per l’ipertrofia prostatica benigna (IPB) possono causare eiaculazione retrogada, mentre l’adenomectomia trans-vescicale (ATV) con la chiusura dei vasi deferenti provoca assenza di eiaculazione (aneiaculazione). Stessa cosa si verifica dopo l’intervento di prostatectomia radicale per carcinoma prostatico.

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