Masturbarsi eccessivamente fa bene o male alla prostata?

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masturbazione maschile

L’autoerotismo maschile è una pratica molto comune che apporta diversi benefici, anche dal punto di vista psicologico ed emotivo. Nonostante la masturbazione sia ancora considerata da molti un tabù cerchiamo di capire se ci sono benefici o meno per quanto riguarda il funzionamento della prostata.

Cos’è la prostatite

La prostatite è un’infiammazione della prostata che può colpire gli uomini a qualsiasi età, e il cui fattore eziologico è rappresentato da batteri e soltanto in minima parte da virus. Esistono diverse forme di questa malattia:

La forma acuta, che prevede un quadro morboso con sintomi improvvisi e violenti, si traduce in:

  • dolore pelvico,
  • difficoltà di minzione,
  • impossibilità di erezione,
  • febbre elevata con brividi,
  • nausea,
  • dolori muscolari,
  • malessere generalizzato.

L’agente patogeno responsabile di questo disturbo è prevalentemente Escherichia coli, un microrganismo che vive normalmente a livello della mucosa intestinale e che, in caso di immunodepressione, può colonizzare l’apparato urinario e genitale.

Nella forma cronica i sintomi sono indefiniti e spesso assenti, e anche la febbre non è presente; in questo caso la malattia tende a durare per settimane e se non viene curata adeguatamente può ripresentarsi con un andamento ciclico.

Esiste poi una terza forma di prostatite non batterica, scatenata da agenti virali, che ha un andamento intermedio tra la acuta e la cronica, e che tende a ripresentarsi periodicamente.

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Rapporto tra masturbazione maschile e prostatite

Molti uomini affetti da prostatite si chiedono se sia possibile avere rapporti sessuali oppure masturbarsi, per paura che tali pratiche possano peggiorare lo stato flogistico della ghiandola.
Secondo la maggior parte degli specialisti, se il paziente non ha febbre e si sente discretamente bene, l’eiaculazione è benefica per la prostata, a patto che l’organo non sia affetto da prostatite acuta. Infatti la ghiandola viene sottoposta a uno stress eccessivo tutte le volte in cui si verifica l’emissione di sperma, che come è noto è formato da spermatozoi e liquido prostatico.

Pertanto la masturbazione provoca un’iperstimolazione delle cellule prostatiche che essendo infiammate reagiscono negativamente alla situazione.

Un’elevata frequenza di eiaculazione di per sè non provoca nessun disturbo, ma contribuisce tuttavia a peggiorare la già esistente infiammazione. Masturbarsi una volta alla settimana, anche in presenza di prostatite, non provoca nessuna conseguenza negativa.

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Collegamento tra testosterone e prostatite

Rispetto al coito, la masturbazione maschile determina una maggiore riduzione del quantitativo di testosterone circolante, rendendo quindi la prostata meno protetta e più vulnerabile alle malattie. Tutte le volte in cui la concentrazione ormonale si abbassa al di sotto della soglia fisiologica, il benessere della prostata cala esponenzialmente.

L’abbassamento del testosterone comporta anche una diminuzione della libido, che è strettamente collegata all’atto masturbatorio: quando un soggetto si masturba in maniera compulsiva, ad esempio in seguito a stimolazioni stressanti o ansiose, la produzione del testosterone subisce una drastica diminuzione e tutto l’organismo ne risente funzionalmente. È risaputo che negli uomini over 60 si instaura un calo del desiderio che si potenzia con il passare del tempo; in questi casi il dosaggio ematico del testosterone conferma valori nettamente inferiori alla norma.
Questo fenomeno potrebbe spiegare il perché nella terza età i disturbi alla prostata sono molto più frequenti rispetto all’età giovanile.

Per mantenere nella norma la produzione di testosterone e quindi per garantire uno stato di salute positivo per la prostata, sarebbe quindi preferibile avere rapporti sessuali piuttosto che masturbarsi. La struttura anatomica della prostata è costituita da acini ghiandolari secernenti responsabili della produzione del liquido prostatico: questa funzione è controllata dal testosterone, che modula e sovraintende anche tutte le manifestazioni sessuali secondarie.

Questa evidenza confermerebbe con certezza il rapporto tra masturbazione e prostatite poiché la maggiore fragilità funzionale della ghiandola si spiegherebbe con uno stato carenziale di testosterone.

Rapporto tra ipertrofia prostatica benigna e masturbazione

masturbazioneQuando l’attività sessuale di un uomo non è regolare, il liquido seminale non viene emesso e resta bloccato sia a livello delle vescichette seminali, sia a livello prostatico. Questo ingorgo può provocare una degenerazione istologica dei dotti seminali e del tessuto prostatico, che tende ad aumentare di volume provocando un’ipertrofia delle cellule.

L’eiaculazione risulta particolarmente vantaggiosa non soltanto per gli organi sessuali (pene, testicoli e prostata), ma anche per l’intero organismo, in quanto depura il corpo da tossine e scorie nocive che potrebbero danneggiarlo in seguito al loro accumulo. Ecco perché una lunga astensione sessuale, che comporta il blocco delle secrezioni anche a livello prostatico, favorisce l’insorgenza di sindromi infiammatorie (come la prostatite) oppure degenerative (come l’ipertrofia benigna).

Al contrario, eiaculazioni regolari facilitano la completa maturazione degli spermatozoi e la produzione di liquido prostatico, diminuendo il rischio di infiammazioni o degenerazioni.

Esiste una differenza fondamentale tra l’eiaculazione prodotta dal coito e quella derivante dalla masturbazione, poiché soltanto nel primo caso la produzione di liquido seminale è fisiologica e accompagnata da variazioni ormonali benefiche.

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Rapporto tra prostata e coito interrotto

Utilizzato da molte coppie per evitare la fecondazione, il coito interrotto è una pratica per nulla salutare, soprattutto per l’uomo, che sforzandosi di bloccare l’orgasmo può danneggiare in maniera irreversibile il funzionamento della prostata.

Le principali conseguenze del coito interrotto si traducono in una congestione cronica delle vie spermatiche e della pelvi, nell’aumento di prostatite e nella progressiva difficoltà a raggiungere l’orgasmo. Il coito interrotto è estremamente deleterio per la prostata poiché bloccando l’eiaculazione provoca microlesioni istologiche, responsabili di processi flogistici.

Chi pratica regolarmente questo comportamento è maggiormente soggetto alla cronicizzazione della prostatite, anche perché l’interruzione dell’eiaculazione può innescare un reflusso intraprostatico degli spermatozoi che rimanendo intrappolati nella ghiandola ne alterano il funzionamento. Pertanto è assolutamente sconsigliabile interrompere il rapporto sessuale sia perché non garantisce nessuna sicurezza di tipo contraccettivo, sia perché nel lungo periodo può provocare disturbi molto significativi alla prostata.

Conclusioni

Concludendo, si può affermare che una regolare attività sessuale è vantaggiosa per il benessere della prostata mentre la masturbazione e il coito interrotto comportano notevoli rischi.
Secondo una ricerca scientifica pubblicata su European Urology, una regolare attività sessuale ha un effetto protettivo anche nei confronti del carcinoma prostatico a basso rischio.

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